14)
Più volte Amor di libertà pregai,
Né sino a tanto il mio pregar si tacque,
Ch'ei per noia mi sciolse, e mi compiacque,
Dicendo: "Va', ché libertade avrai."
Nel nuovo stato intorno a me mirai
Fosco il Ciel, secchi i fior', torbide l'acque;
Né piacendomi più chi pria mi piacque
Più della vita, ancor la vita odiai.
Or perduto m'aggiro e mi confondo,
Richiamando i legami, ond'era involto,
Senza cui, come ignudo, altrui m'ascondo;
E me pareggio a quel destrier, cui tolto
L'ornamento del fren, l'onor del pondo,
Troppo vile pe' campi erra disciolto.