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By Auteur inconnu

Più volte Amor di libertà pregai,

Né sino a tanto il mio pregar si tacque,

Ch'ei per noia mi sciolse, e mi compiacque,

Dicendo: "Va', ché libertade avrai."

Nel nuovo stato intorno a me mirai

Fosco il Ciel, secchi i fior', torbide l'acque;

Né piacendomi più chi pria mi piacque

Più della vita, ancor la vita odiai.

Or perduto m'aggiro e mi confondo,

Richiamando i legami, ond'era involto,

Senza cui, come ignudo, altrui m'ascondo;

E me pareggio a quel destrier, cui tolto

L'ornamento del fren, l'onor del pondo,

Troppo vile pe' campi erra disciolto.