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Qual divin fato o quale umano archime,
qual poetico canto antico e prio
ha l'ignoranzia in te posto in oblio,
como uom che imitar vuol le norme prime?
Che i miei versi sforzati e sentenzie ime
ne l'infimo mio stil, più vil ch'un fio,
equiperar non san tuo dolce e pio
parlar facundo, ornato a doppie lime.
Scusase adunque nostra lira senza
arte e suavità, ma d'udir grama
l'amena psalmodia, l'alta eloquenza;
pur tantosto verrà con verde rama
d'alloro a vostra gran magnificenza,
per adornar la fronte, a cui tanto ama.