142 (RVF 175)

By Girolamo Malipiero

Quando mi viene inanzi il tempo e 'l loco

ov'io perdei me stesso, e 'l caro nodo

onde il divino amor m'avinse in modo

che l'amar mi fu dolce e 'l pianger gioco,

più lieto avampo che Fenice in foco,

però che dentro al cor la voce che odo

tutto m'infiamma sì ch'ardendo godo,

e di ciò vivo, e d'altro mi cal poco.

O sol eterno, il cui raggio risplende

tanto ne l'alma e d'amor la riscalda,

quanto il desiro move il cor per tempo,

la luce tua, ch'insieme alluma e incende,

fa', prego, per pietà che in me sia salda

e m'accompagni in ogni loco e tempo.