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By Francesco Petrarca

S'io potessi cantar dolce e soave,

Come talora Amor dentro mi stilla,

In cor di marmo accenderei favilla

E di lui volgerìa pietà la chiave.

Ma poi ch'albore e vela a la mia nave,

Che su l'onde d'Amore ancor vacilla,

Ruppe fortuna, e tra Cariddi e Scilla

La pinse allor che quasi un porto l'àve,

Quel gran desio, quell'alto e bel pensero

Che mi facea, parlando, alzar l'ingegno,

Perduto ho, lasso! e ritrovar non spero;

Perché troppo son lungi dal bel segno,

E 'l tempo è breve e stanco il mio nocchiero,

Né ad altro piacer mai più non m'avvegno.