143
Quando la man, che tanto più m'impiaga,
quanto più mercè cheggio al mio gran male,
che già cresciuto è sì che non mi vale
per risanarmi o sughi o arte maga,
tal si congiunse a la mia nuda, quale
non la vidd'io giamai, poiché sì vaga
fu di farmi nel petto l'alta piaga,
che 'l duol antico in me fece immortale.
Sveller senteimi da radice il core,
e l'alma abbandonarmi, e a poco a poco
per le vene gelar gli spirti e 'l sangue.
E se ciò fu, perché in me 'l grave ardore
non restò spento? Anzi perché di esangue
divenni io fiamma viva e vivo fuoco?