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By Antonio Tebaldeo

Sei tu quel nido ove dal ciel discese

la mia phenice quando al mondo nacque?

Sei tu il terren dove in la culla giacque,

avolta in fasce, e dove il lacte prese?

O quanto ti fo il ciel largo e cortese,

che porre ogni suo bene in te gli piacque!

Passato ho monti alpestri, valle et acque,

sol per vederte, dolce e bel paese.

Da qui a mille e mille anni serai chiara,

e chiunque passarà da le tue mura

gridarà: “Terra fortunata e rara!”.

Vorò che dica la mia sepultura:

“Due patrie ebbe costui, Sena e Ferrara:

l'una gli diede Amor, l'altra Natura”.