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By Torquato Tasso

"Questa mia di cipressi e di ginebro

squallida chioma io tronco, e qui l'appendo,"

disse Roma nel lutto "anzi l'accendo

con mille faci, e 'l mio dolor celebro.

Qui d'Argo e di Peneo, di Sorga e d'Ebro

lagrime accoglio, e poi le spargo e rendo;

qui mentre co 'l suo spirto al cielo ascendo,

verso mille urne del mio pianto in Tebro.

Qui tomba le ruine, e l'aure e i venti

son miei sospiri, onde risuona e giunge

la doglia mia sin da l'occaso a l'orto.

Morto il gran Pane, il gran Farnese è morto:

piangete, Italia, Europa, e voi più lunge,

odel nome di Cristo amiche genti."