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By Filippo Scarlatti

Io veggio alfin del mio antico amore

mille volte istraziarmi, e sol dico una,

il giorno da costui per mia fortuna,

tacito, ubidïente al suo furore.

I' più non ho possanza o alcun valore,

ragion, virtù o isperanza alcuna,

adunque, vinto da quest'ombra bruna,

chiamata per mio aiuto a tutte l'ore.

O Cloto, trâmi d'esto foco ardente,

menandomi a qualunque altro martoro,

a gustar passïon che fie più lieve.

Non una volta, mille il giorno i' moro,

da ch'io non posso restar pazïente:

omè, omè, ché morte fia più breve!

Po' ch'i' ardo al sol di neve

e veggo contro a me fortuna opposta,

troverre' pace dandomi risposta.