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By Auteur inconnu

Spesso con un pensier, fido compagno

Del mio dolor, che agli occhi altrui s'asconde,

Parlo di quelle piaghe aspre e profonde,

Per cui (ma sempre invan) mi dolgo e lagno.

E mentre seco io mi querelo e piagno,

Ei pietoso m'ascolta e non risponde.

Da lui non ho, né spero aiuto altronde,

E gli occhi - ahimè! - di nuove stille io bagno.

Così privo di speme e di conforto,

Senza morte ottenere o trovar vita,

Sembro qual uom mezzo tra vivo e morto,

Ché Amor tien l'alma a questa spoglia unita,

Perché non cessi il duol, ch'in petto io porto,

Né mi resti a sperar da morte aita.