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By Torquato Tasso

Roma, mirando il crin, gli occhi e la fronte

di Flavia e le sembianze alte e i costumi,

"Io" dice "vedea già sol ombre e fumi

fra quelle che 'n me fur più illustri e conte;

ma questa è novo sole e viva fonte

di luce al Tebro, e tal che 'l re de' fiumi

non vide sì lucenti e puri lumi

quel giorno che gli cadde in sen Fetonte.

Se peregrina ell'è, dal ciel discende;

s'è celeste beltà, valor umano

esser non puote in così nobil alma.

E forse in Campidoglio e 'n Vaticano

sdegna colonne ed archi e lauro e palma,

e di là sù gloria immortale attende".