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By Celio Magno

Più di te vecchio legno in preda al vento

scorgo anch'io da vicin l'ora funesta,

ché morte il san non men che l'egro infesta;

ira con tai voci al cor porgo ardimento:

a che tanto dolor, tanto lamento

perché ritoglia Dio quel che ne presta?

A che deve uom bramar lunga tempesta

e del suo proprio porto aver spavento?

Vissi; e potea lo spazio esser più corto.

E se de' falli miei per tema imbianco,

in lui che mi creò prendo conforto.

Ciò pensa e tu: ma più ti renda franco

che di te, sacro cigno, ancor che morto,

non verrà mai la gloria e 'l canto manco.