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By Filenio Gallo

Quando che Febo a noi suo luce fura

e lassa el mondo obscuro e tenebroso,

ogni mite animal si sta nascoso

perché de l'adversario ha gran paura.

Così rimase e più ombrosa e scura

la patria e noi quel giorno lacrimoso,

principio ai pianti e fine di riposo,

che fe' partenzia tua sacra figura.

Suspirò el cielo e pianse el tuo partire

con densa pioggia e sonorosi venti

e l'aier se obscurò per gran martire.

Piansi io e piango e pianseno altre genti.

O re del ciel, deh, dimmi che vuol dire

che fai spesso per un mille scontenti?