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By Alessandro Sforza

S'io potessi cantar quanta dolcezza

Sente el mio cor che ai membri poi dispensa

Quando la lingua parla e l'alma pensa

Del mio amoroso stato e sua grandezza,

Ben crederei mia lira ogni più aspreza

Far più suave e humile e l'aer densa

D'intorno al sono e dolcemente accensa,

Tal che farìa piatosa ogni crudezza,

Ogni rumor de l'onde e saldo monte

Movere al sono, acquietare al canto,

Struggere i vivi e suscitare i morti;

Fermar farei ogni stillante fonte,

Ma el stil non giunge al pensier dolce e sancto,

Che sperando mi dà mille conforti.