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S'io potessi cantar quanta dolcezza
Sente el mio cor che ai membri poi dispensa
Quando la lingua parla e l'alma pensa
Del mio amoroso stato e sua grandezza,
Ben crederei mia lira ogni più aspreza
Far più suave e humile e l'aer densa
D'intorno al sono e dolcemente accensa,
Tal che farìa piatosa ogni crudezza,
Ogni rumor de l'onde e saldo monte
Movere al sono, acquietare al canto,
Struggere i vivi e suscitare i morti;
Fermar farei ogni stillante fonte,
Ma el stil non giunge al pensier dolce e sancto,
Che sperando mi dà mille conforti.