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By Niccolò da Correggio

Volendo a' nostri dì Natura in parte

equarsi al cel con qualche opra perfecta,

pensò crearvi, e in sua mente concepta

qua vi produsse con mirabile arte.

Vedendo Amor, che ogni grazia comparte,

esser nata tra nui cosa sì ellecta,

con una aurata sua dolce saetta,

como a Venere, a vui diè un altro Marte.

Visto puoi Iove dal suo excelso trono

tante alte dote in un corpo mortale,

col consenso di dei vi fece un dono:

che mai nessuna più vi fusse equale

e a l'altre dee dil cel chiesto perdono,

no 'l sapendo ancor vui, vi fe' immortale.