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L'aura, che dolci spirti e dolci odori
porta da l'oriente ov'ella nacque,
perché tra verdi fronde e lucid'acque
e fresche erbette spiri e lieti fiori,
e rinnovi i suoi primi e vaghi errori
lungo le rive onde m'accese e piacque,
mai ver me non si volse e mai non giacque
in parte ove temprasse i nostri ardori.
E se non è chi la ritenga o coglia
mentre si turba il sole e fa sereno
e mentre il bosco si riveste e spoglia,
or qui si desti mormorando almeno
tra vivi fonti e lauri, ov'io l'accoglia
nel suo passar veloce e l'apra il seno.