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By Torquato Tasso

S'era fermo Imeneo tra l'erto monte

e 'l mare, in cui sovente Austro risuona,

là 've cigne e incorona

Napoli d'alte mura antica fronte:

Napoli, che di gloria e d'or corona

impone a tanti duci,

quante serene luci

non ha la Notte allorché 'l velo spiega;

qui con Amor, ch'avvolge i cori e lega

l'anime peregrine,

facea ghirlande al crine,

ed allori giungendo insieme e palme

ei tessea i nodi preziosi a l'alme.

Ne l'aureo albergo, in cui la stirpe antica

e di Capi e di Troia ancor si vanta,

e qual traslata pianta

adombra ove quel mar la terra implica,

or de le Muse a prova i versi canta,

or de le Parche il coro,

l'uno e l'altro canoro;

e dove tace l'un, l'altro risponde,

ed alternan le note i monti e l'onde:

l'un le passate cose

ancor più gloriose,

e l'altro rende le future illustri,

a cui fan quasi velo e gli anni e i lustri.

Dice il primier: "Da que' felici campi,

dove per merto sono in pace accolte

l'alme dal vel disciolte,

la cui gloria qual fiamma avvien ch'avvampe,

siate voi, prego, al nostro suon rivolte:

voi che varcaste i mari

fuggendo i tetti avari;

voi che spargeste per la patria il sangue;

voi che feste il nimico in terra esangue;

voi che salvaste i regi

guerrier, voi duci egregi;

e voi con sacro manto e lunghe chiome,

ch'oggi s'eterna il sangue vostro e 'l nome".

"Nasca" dice il secondo "al novo erede

di gloria, di valor, d'alto consiglio

l'un dopo l'altro figlio,

che prenda esempio da l'antica fede,

ivi più forte ov'è maggior periglio;

nasca a gli scettri, a l'armi,

tra l'ostro e i bianchi marmi;

nasca a regger le schiere armate in guerra,

a possedere in pace amica terra;

e ne' rami si scorga

come virtù risorga:

l'arbore in vece pur di fiori e foglie,

d'alti trofei s'adorni e d'auree spoglie."

Poscia d'ambo s'udia quasi un concento

più ch'altro fosse mai sonoro e dolce,

ch'altrui lusinga e molce,

e queta il mar sonoro e queta il vento;

arride il Re del ciel che 'l mondo folce,

ed ogni nube oscura

di nimica ventura

si sgombra al cenno, e 'l sol più chiaro intorno

par che luce raddoppi al novo giorno;

la Notte in vel più vago

spiega ogni eterna imago,

né d'avversa fortuna alcun si lagna,

mentre è lieta e felice Italia e Spagna.

Anzi quel mare e questo e gemme ed oro

lor porta, e bianche perle e lucidi ostri,

perché s'adorni e mostri

d'infinite ricchezze un bel lavoro;

e gli eroi d'occidente e i duci nostri

par che splendano a prova

in vista altera e nova

per onorar la bella e nobil coppia,

ch'ambe l'Esperie in un sol nodo accoppia.

Pace ha intanto e riposo

la terra e 'l mar ondoso;

e 'l collo a sciolto bue si fa più molle

e non impiaga aratro o campo o colle.

La Fama i detti sparge

sin là 've per Teseo pianse Arianna;

e nova fede antico error condanna.