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By Torquato Tasso

Signor, pensando a le memorie antiche

che 'l tempo rende oscure, in te discerno,

quasi raggio di sol che sgombri il verno,

splendor che scaccia l'ombre al ver nemiche.

Né chi la fama avrebbe e le fatiche

del pio Troian che scese al cieco Averno,

più debbe de' nepoti al nome eterno

ch'a quel de gli avi tuoi le Muse amiche.

O ricco d'avi e di tua gloria e d'auro,

onde più d'altri abbondi e più t'illustri,

or del numero il danno adegua un figlio

con la virtù, con lo sperar de' lustri;

ma chi loda il valor alto e 'l consiglio,

luce di prisca fama ampia e restauro?