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By Torquato Tasso

De la città, per cui natura e 'l cielo

raccolse quanto ha in sé diviso il mondo

di bel e di gentil, nel core ascondo

la trionfale imago; e tolto il velo,

Orazio, al fin vedrai di quanto io celo

non d'Adria il sen turbato o 'l sen profondo,

dov'Encelado scote il grave pondo,

ma la fervida arena e 'l mar di gelo;

e lauri e palme più di pini e d'olmi,

ed aquile e colonne e spoglie d'auro,

e simulacri ancor di regi vinti;

e le piaggie e 'l bel monte e i lidi colmi

d'arme e di prede; e seguir l'Indo e 'l Mauro

il nostro re co' regi d'Asia avvinti.