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By Auteur inconnu

Tra l'atre vampe d'alta febbre ardente

Geme assetato entro all'odiose piume

Fanciullo infermo, e si raggira in mente

L'ingorde brame d'assorbirsi un fiume.

Se quelle vampe mai restano spente

Per virtù d'erba o per pietà d'un Nume,

Avvien che sano egli né men rammente

Del già bramato rio l'ondose spume.

Tal io, cui già di sitibondo ardore

Per la vostra beltà, Donna, m'accese

L'anima inferma il dispietato Amore,

Or che lo sdegno in sanità mi ha rese

L'aride fibre, io non ho più nel cuore

Quel desio, che di voi già sì mi prese.