148
Po' che piace a' destin che 'n servitudine
isperda e verdi e mia giovanili anni,
e ognor m'apparecchio a più affanni,
ripensando al servir suo dolcitudine.
Oh, quanti già con lor sollecitudine
d'amar son vissi e con vestir be' panni!
Involti da lacciuoli e molti inganni,
hanno perduta la beatitudine.
Cieco si vesta chi l'amor pur segue
o chi di lui altra fine non pensa,
però ch'egli è caduco, infimo e vano.
Oh, beato colui ch'amor dispensa
in perfetta amicizia e faccia triegue
colla carnalità, ch'è vizio istrano!
Col tuo intelletto sano
raguarda s'egli è ver quel ch'io ti dico
e quanto importa al conservar l'amico.