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By Torquato Tasso

Qui dove l'Arno alma città diparte,

de la tua cortesia pronto messaggio

consola di Fortuna il grave oltraggio,

signor mio caro, in sì lontana parte.

E se, dove cadea d'orrido Marte

l'altero simulacro, anch'io non caggio,

spero inalzar, non come in quercia o 'n faggio,

spoglie ostili e trofei, ma in vive carte.

E quel nome onorato, onde tu vinci

l'oblio di Lete e gli anni avari e i lustri,

con quel de gli avi conto a l'Indo, al Mauro;

e quasi in terren colto il verde lauro

spiegherà l'alta stirpe, e quindi e quinci

titoli, nomi, imprese e fatti illustri.