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Fra l'ampia schiera de i pensieri ardenti,
Ch'allettano il mio cor nel proprio danno,
Un ne sorge talor carco d'affanno,
Che sembra consigliarmi in questi accenti:
“Son pur gli occhi di Iole, ond'or tu senti
Dolce rapirti all'amoroso inganno,
Di vil tempra così ch'in breve andranno
Preda di morte, e d'ogni gloria spenti.”
Qui langue, e passa qual notturno lampo,
Ch'al dubbio Pellegrin mostra il periglio
Della scoscesa via, ma non lo scampo;
Onde tra l'ombre al primo error m'appiglio,
Nella cui traccia ad ogni passo inciampo
Sul precipizio del peggior consiglio.