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Benché non abbia in me costei girato
Guardo mai, che non fosse acerbo e duro,
Pur ne son pago: e ben, Amor, ti giuro,
Per la tua face e per lo stral dorato,
Che già non cangerei questo mio stato
Con quanti più felici al Mondo furo:
E sia che può, ch'omai più nulla curo
Di suo fuggir, né dell'orgoglio usato:
Sì vaga e sì gentile ella nell'ire
Mi sembra, che per lei più dolce assai
Penar mi fia, che per altrui gioire.
Amor, con quanto sforzo or vinto m'hai!
Ch'in tal stato, non men fuor di desire
Che fuor di speme, ritener mi sai.