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By Auteur inconnu

O Violetta bella, che ti stai

Tra foglia e foglia infra la molle erbetta,

E il suol d'odori, e l'aere empiendo vai,

Vaga, gentil, vezzosa Violetta;

Sul margo a un sì bel rivo io so che fai:

Sorta è già l'Alba, il Sol da te s'aspetta,

Ma non già quel che in Cielo il carro affretta:

L'altro mio Sol, che il Sol vince d'assai.

Deh quando egli verrà, cortese fiore,

Digli che tante stille, onde se' pieno,

Non son dell'Alba, ma del mio dolore.

E se fia che ti colga, e ponga in seno,

Scendi alla manca parte, e digli al core:

“Tirsi aspetta pietade, o morte almeno.”