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Finché 'l sereno uman, benché bugiardo,
Lusingò con delizie il mio riposo,
Alla tua Croce, o Dio, fido e pietoso,
Volsi alcun che parea cupido sguardo.
Or che, tinto di sangue, il tuo stendardo
Teco mi tragge in sul cammin penoso,
Mi lagno di seguir tardo e ritroso:
Ché peggio è dopo 'l vanto esser codardo.
Perché non fu virtù, ma fu baldanza
Quella, che già mostrai, sull'opra io manco;
Ma vergogna almen ho della incostanza.
Signor, finché, avvezzando a' colpi il fianco,
Salda e placida sia la tolleranza,
Ti consacro il dolor d'esser men franco.