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Di mio pensier lo sguardo io vòlgo ed ergo
Sovente al gran Fattor, di cui son opra,
E veggio come ei mi difenda e copra
Il destro, il manco lato, il petto, il tergo.
Ei d'elmo e scudo, ed ei mi val d'usbergo,
Che a pro de' fidi suoi veglia di sopra.
Quindi fatica invan, s'altri s'adopra
Ch'abbia in mio cor freddo timore albergo.
E qual giammai, qual fia che mi sgomenti
O di mostri infernali aspra congiura,
O fiero assalto di nemiche genti,
Se d'alto mi protegge e mi assicura
Il gran Dio degli Eserciti possenti
Nel chiaro giorno e nella notte oscura?