15 (65)

By Auteur inconnu

Nato colà sovra il terren Numido,

Ombra spandea maligna Arbor selvaggio,

E benché tolto da quel suolo infido,

Grave soffria di sterilezza oltraggio;

Quando del Sol divino un chiaro e fido

Così lo riscaldò pungente raggio,

Ch'egli prese a fiorir sul Tosco lido,

Qual suole il prato al cominciar del Maggio.

Tosto, o sacro dell'alme e buon Cultore,

Tu l'innaffiasti, pien di fede e zelo,

Del pio Giordan col sacrosanto umore.

Or ei senza temer d'arsura o gielo

In alto s'ergerà con tal vigore,

Che i frutti un dì ne coglierai dal Cielo.