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Svegliossi in sogno un torbido pensiero,
Che mi mostrava orribile sciagura,
Sotto atro e fosco Ciel Leone altero
Venirmi contro in una selva oscura.
Da tal nemico, in chiuso ermo sentiero,
Salvar non mi potea difesa o cura;
Quand'ecco d'altri mostri aspetto fiero
L'ambascia mi raddoppia e la paura.
Di gelido sudor molle e tremante,
Morir bramava pria, che più soffrire
Oggetto sì funesto e larve tante.
Padre del Cielo, io so che al mio morire
Sogno non fia, ch'io deggio a voi davante
Con più pena tremar del mio fallire.