15. Amore avendo interamente voglia

By Auteur inconnu

Amore, avendo interamente voglia

di satisfare a la mia 'namoranza,

per voi, madonna, fecimi gioioso;

ben mi terria bene aventuroso

s'eo non avesse aconceputa doglia

de la vostra amorosa benenanza.

Mentre ch'eo disïava,

ver è ch'eo tormentava - disïando,

ma non crudelemente;

chè, male avendo e pur bene aspettando,

lo male m'era assai meno pungente.

Da poi che per la mia disideranza

Amor di voi mi diede placimento,

la mia favilla in gran foco è tornata

e la picciula neve in gran gialata:

c'agio trovato in voi tanta fallanza,

unde m'à radobrato lo tormento.

Dunqua meglio mi fora,

donna, ch'eo fosse ancora - disïoso

o c'andar di male in peio,

coma fac<c>'eo divenendo geloso;

ca, s'eo vi perdo, e voi perdete preio.

Poi che 'n voi trovo tanto fallimento,

che due parti facite d'uno core,

da voi mi parto ancor mi sia pesanza,

come quello che piange ed à alegranza:

chè lassa, ancor li sia displacimento,

male per bene, e bene per megliore.

A ciò che voi sacciate

che de la vostra colpa son pesante,

come fino amadori

da voi partendo lassovi a un amante,

chè non convene un regno a dui segnori.

Ben è malvagio chi bon fatto ubria,

ma quelli è stramalvagio e scaunoscente

chi gran rispetto mette in obrianza:

ed io, abendo in ciò consideranza,

non son più vostro e voi non tegno mia,

così m'avete punto duramente.

Ma di questa partenza

pur so ch'eo n'agio doloroso core;

ma vaomine allegrando,

sì come fa lo cesne quando more,

che la sua vita termina in cantando.

Di ciò mi pesa, ch'eo non son colpato

e son dannato come avesse colpa:

chè la pena che l'om à indegnamente

assai più dole dolorosamente.

Da poi che pur leale vi son stato,

nulla ragion, nè torto non vi scolpa.

Donqu'è ragione, donna,

che 'l nostro amore si parta 'ntrasatto,

ch'io agio audito dire

che solamente per uno misfatto

si perde un luntano ben servire.