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Per liberarmi da quel rio veleno,
Veleno a tempo, che mi diede Amore,
D'antidoti possenti armo il mio cuore,
E ne guernisco esternamente il seno.
Di gran fiducia e di speranza pieno,
Rammento all'alma il prisco suo valore,
Ed ella, accesa del nativo ardore,
Tenta d'imporre a sì gran male il freno.
Chiama in aiuto sue potenze, e fanno
Quanto mai far si può, tutte con lei,
Per riparare al già vicino danno.
Ma che pro, se i miei servi, i sensi miei,
Subornati da Amore, ognor mi dànno
Nuovo veleno, e del mio mal son rei?