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By Filippo Scarlatti

Puossi chiamare al mondo un uon dolente,

in alcuno sperando, esser privato,

e non gli sia alcun tempo riserbato

rïaversi del caso, ch'è perdente.

Omè, star non poss'io più paziente,

datomi a te più tempo ed obligato

in avere e 'n persona, ed osservato

insino a ora come car servente.

Adunque, qual giustizia o qual cagione

comportar mai ti fece tanto pianto

o duol, qual mi vedesti in tua presenza?

Può esser ch'a piatà o tanto o quanto

operando qual hai la 'ntelligenza,

potessi sofferir tal passïone?

Io piglio ammirazione,

avendo noi tant'oblighi preteriti,

tacito, duro istar, bench'io nol meriti.