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Puossi chiamare al mondo un uon dolente,
in alcuno sperando, esser privato,
e non gli sia alcun tempo riserbato
rïaversi del caso, ch'è perdente.
Omè, star non poss'io più paziente,
datomi a te più tempo ed obligato
in avere e 'n persona, ed osservato
insino a ora come car servente.
Adunque, qual giustizia o qual cagione
comportar mai ti fece tanto pianto
o duol, qual mi vedesti in tua presenza?
Può esser ch'a piatà o tanto o quanto
operando qual hai la 'ntelligenza,
potessi sofferir tal passïone?
Io piglio ammirazione,
avendo noi tant'oblighi preteriti,
tacito, duro istar, bench'io nol meriti.