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By Matteo Maria Boiardo

Chi troverà parole e voce equale

che giugnan nel parlare al pensier mio?

Chi darà piume al mio intelletto ed ale

sì che volando segua el gran desio?

Se lui per sé non sale,

né giugne mia favella

al loco ove io la invio,

chi canterà giamai de la mia stella?

Lei sopra l'altre cose belle è bella,

né col pensier se ariva a sua belleza,

perché a lo inzegno umano il Ciel la cella

né vuol che se salisca a la sua alteza,

se forsi Amor non degna darci aita

acciò che la vagheza

sia del suo regno qui tra noi sentita.

Porgime aita, Amor, se non comprende

il debol mio pensier la nobiltade

che a questo tempo tanta grazia rende,

che gloriosa ne è la nostra etade.

Sì come più resplende,

alor che il giorno è spento,

intra le stelle rade

la luna di color di puro argento,

quando ha di fiame il bianco viso cento

e le sue corne ha più di lume piene,

solo a sua vista è il nostro guardo intento,

ché da lei sola a nui la luce viene:

così splende qua giù questa lumiera,

e lei sola contiene

valor, beltade e gentileza intiera.

Come in la notte liquida e serena

vien la stella d'Amore avanti al giorno,

de ragi d'oro e di splendor sì piena

che l'orizonte è di sua luce adorno,

ed ella a tergo mena

l'altre stelle minore

che a lei d'intorno intorno

cedon parte del cielo e fangli onore;

indi rorando splendido liquore

da l'umida sua chioma, onde se bagna

la verde erbetta e il colorito fiore,

fa rogiadosa tutta la campagna:

così costei de l'altre el pregio acquista,

perché Amor la accompagna

e far sparir ogni altra bella vista.

Chi mai vide al matin nascer l'aurora,

di rose coronata e de jacinto,

che fuor del mar el dì non esce ancora

e del suo lampegiar è il ciel depinto,

e lei più se incolora

de una luce vermiglia,

da la qual fora vinto

qual ostro più tra noi se gli asomiglia;

e il rozo pastorel se maraviglia

del vago rossegiar de lo oriente

che a poco a poco su nel ciel se apiglia,

e con più mira più se fa lucente:

vedrà così ne lo angelico viso,

se alcun fia che possente

se trovi a rigurdarla in vista fiso.

Qual fuor de l'occean, di raggi acceso,

risurge il sole al giorno matutino,

e sì come fra l'unde e il ciel suspeso

va tremolando sopra il suol marino;

e poi che il freno ha preso

de' soi corsier focosi,

con le rote d'or fino

ad erto adriza e' corsi luminosi;

vista non è che amirar fermo lo osi,

ché di vermiglio e d'oro ha un color misto

che abaglia gli ochi nostri tenebrosi

e fa l'uman veder più corto e tristo:

tal è amirar questo mirabil volto,

che, da li ochi mei visto,

ogn'altro remirar a lor ha tolto.

Vago pensier, che con Amor tanto alto

volando vai, e del bel viso canti

che ti fa nel pensar il cor di smalto,

membrando di sua forma e dei sembianti,

rimasti da la impresa sì soprana,

però che tanto avanti

non va la possa de natura umana.