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Il dardo, che sta fisso entro il mio seno,
Fu tratto da cert'occhi traditori,
Che sono il fonte, ove gli arcieri Amori
Conservan tutto quanto il lor veleno.
Allor gli spirti miei vennero meno
Per gli strani acerbissimi dolori,
E, quasi uscito di me stesso fuori,
Io non ebbi più mai un dì sereno.
Colse dittamo in Ida e panacea
Mano gentil, ch'il velenoso strale
Sveller dal seno per pietà volea;
Ma non fece altro che inasprire il male,
E feo la doglia sì maligna e rea,
Che né men chi la feo sanarla or vale.