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Poi che di vaghi fiori
ha già l' anno spogliato
e d' erbe fresche ogni vicino prato,
prestami, Apollo, acciò il bel giorno onori,
le verdi frondi de' tuoi sacri allori;
dico il giorno sereno
che del santo paese
vestita d' umiltà l' alma discese,
e d' Adria ne l' altero almo terreno
apersi gli occhi a la gran Donna in seno.
Non è arbuscello schietto,
non è colle, né riva,
ove sia fronda, fior o erbetta viva,
sì gli ha l' autunno con sdegnoso affetto
privo del lor onor le spalle e 'l petto;
prestami, o chiaro Sole,
le tue sacrate frondi,
acciò un novello altar orni e circondi;
e far lo dèi, poi che t' onora e cole
l' ingegno mio con scritti e con parole.
Ergete un ricco altare,
fanciulli, e 'n questo loco
accendete un lucente e vivo foco,
ch' arda con le vivaci fiamme e chiare
le ricchezze ch' Arabia a noi suol dare.
Chi mi porge la lira
che da quel ramo pende,
mentre il bel foco al ciel s' inalza e splende
e dal più puro suo dolce odor spira,
mentre la Musa mia lieta m' inspira?
Cantiam, dotta Talia,
il bramato ritorno
di questo per me lieto e sacro giorno;
così mai sempre il tuo bel fonte sia
pien del soave umor di Poesia.
Ogni pensier noioso,
ogni ingordo desire
vada lontano, e fugga ogni martire,
e 'n questo allegro giorno e dilettoso
viva meco piacer, pace e riposo.
Non caggia atra importuna
nebbia da l' aere puro,
che renda questo dì fosco et oscuro,
ma vada ogn' ombra et ogni cosa bruna
a starsi con la notte e con la luna.
O dì per me giocondo,
per me felice ognora,
con cui nel grembo de la vaga Aurora,
con l' aspetto del ciel lieto e secondo,
venni contento ad abitar nel mondo,
il Sol ti faccia terno,
sì che non apran l' Ore,
ch' han de l' albergo suo dolce governo,
mai altro dì, né col suo fosco orrore
copra la notte il tuo vago colore;
e la stagion fiorita,
col suo temprato cielo,
da te lontano faccia il caldo e 'l gelo,
tornando indietro vaga e colorita
a viver teco una beata vita.
Non ti do gigli o rose
per coronarti il crine,
ch' omai gli ha tolti il ghiaccio e le pruine,
ma con voci leggiadre et amorose
narro ad ognun le tue bellezze ascose.
Fanciulli, omai cantate
accolti in lunga schiera,
e con una gentil nova manera
questo felice dì meco onorate,
ond' ei sia 'n pregio a la futura etate;
et a Bacco rendete
nel vostro dolce canto,
a cui è sacro questo giorno santo,
grazie infinite, sì come devete,
con voci chiare e con le faccie liete.