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By Matteo Maria Boiardo

Ecco la pastorela mena al piano

la bianca torma che è sotto sua guarda,

vegendo il sol calare e l'ora tarda,

e fumar l'alte vile di luntano.

Erto se leva lo arratore insano

e il giorno fugitivo intorno guarda

e soglie il iugo a' bovi, che non tarda,

per gire al suo riposo a mano a mano.

Ed io soletto, sanza alcun sogiorno,

de mei pensier co il sol sosta non ave,

e con le stelle a sospirar ritorno.

Dolce affanno d'amor, quanto ei suave!

Ché io non posso alla notte e non al giorno,

e la fatica eterna non me è grave.