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Forza d'Amor m'ha desto, che dormiva
in pacifico stato e tranquil lago,
di prospera fortuna lieto e vago,
vivendo in libertà dolce e gioliva.
Soleva andar sicur per onne riva,
ma, poi che 'l crudo arcier venenoso ago
nel cor m'ha fisso, sto tristo e presago
del mio futuro mal più ch'uom che viva.
Che fo? che dico? a cui soccorso chieggio?
Ché quella ch'io più amo che me stesso
continüo nimica esserme veggio.
Ma mai, s'alquanto spazio n'è concesso
d'alcuna lena, già non credo il peggio
pigliar, per dar rimedio al cor sì fesso.