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Aura gentil, se mai d'amor talento
T'accese il sen per vago agreste nume,
Spiega cortese or le veloci piume,
Ove dimora il dolce mio tormento.
Ben tu puoi ravvisarla al portamento
Più che mortale, al folgorar del lume,
Al saggio, onesto, angelico costume,
A i neri crini, all'amoroso accento.
E in batter l'ali intorno a lei per giuoco
Dille che così fieri in me non scocchi
Dell'ira i dardi, e che a pietà dia loco.
Ma guarda che mia sorte a te non tocchi,
Né di fresc'aura ella ti cangi in fuoco:
Non sai qual muove ardor da que' begli occhi.