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Far non può in versi chi non ha scïenza.
Per me lo dico; come ciascun vede,
poca sustanzia ne' mie versi siede,
perché gustato non ho sapïenza.
Io vengo innanzi a tua magnifiscenza,
ché sanza te non posso muover piede;
riscevi il falcon soro ch'a te riede:
di sostenerlo tu solo hai potenza.
La vosce mia a te con umiltade
di grazia arà, se la frail morale
ti fia accetta; benché indegnamente
i' fatta l'abbia sanza nulla sale,
priego che di me servo abbia piatade,
ché gl'insegni virtù, viro eccellente.
Piacciati avermi a mente,
po' che questa moral di' ch'a te piace:
o leggi il nome in capoverso diace.