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By Antonio Tebaldeo

Pò esser che le lacrime e i suspiri,

che tanti per te, ingrata, ognhora getto,

non debbano una volta avere effetto,

facendo lieti in parte i mei desiri?

e la longa constantia nei martyri

non abia a romper quel tuo duro petto?

Deh, non più, che ho facto io? per che diffetto,

per che cagion cum me tanto te adiri?

Egli è perché troppo amo e son fidele?

Ahimè, se l'odio tuo de qui procede,

insino a morte me serai crudele!

Sia maledetta adonque tanta fede,

e il mio destin che non mi fe' infidele,

ché forsi meglio troverei mercede!