1562

By Torquato Tasso

Roma al partir de la sua chiara stella

che pare Orsa a l'altezza e sole a' raggi,

mesta voce mandò fra pini e faggi:

"Ahi, mia fortuna, di pietà rubella.

Già regina del mondo, or cara ancella

esserle io bramo; o miei pensier non saggi,

deh rieda per gli usati ermi viaggi,

o me stessa da me divida e svella,

perché gli alteri monti in basse arene

e gli aurei alberghi in più rozzi soggiorni

per appressarmi a lei sicura io cange.

Sol che faccia le notti a me serene,

dolce il mar e la terra, e i lidi adorni,

quella per cui cedeva al Tebro il Gange".