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By Torquato Tasso

Tardi, Costanzo, a lagrimar risorgo

la donna tua, per cui si duole e lagna

Napoli mesta, e 'l duolo in me ristagna

intorno al cuore, ov'è 'l suo fonte e 'l gorgo.

Ma col pensier levato a volo, io scorgo

lei che morte da te scevra e scompagna,

de gli angelici spirti in ciel compagna,

e nel suo viso del tuo amor m'accorgo.

Dice ella: "Se già fui Beatrice in terra,

or son beata in cielo, e questa sorte

felice tanto ancora è men gradita,

non perché giaccia il caro vel sotterra,

ma sol perché qua sù mi sia consorte

chi fu de la mortal, d'eterna vita".