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By Matteo Maria Boiardo

Il cielo ed io cangiato abian sembianti,

io tutto leto e lui di nimbi pieno;

dove io fui tristo e lui tutto sereno,

lacrima or esso ed io lassiato ho i pianti.

Quel vivo Sol che se ascondea davanti,

fatto ha la luce a l'altro venir meno;

e' vagi lumi del celeste seno

son nel bel viso accolti tutti quanti.

E l'altro sol vedemo, invidioso

de' capei d'oro e del vermiglio volto,

mostrassi in vista scuro e nubiloso.

E poi che al tristo paragon fu colto,

più non se mostra e tien il viso ascoso,

però che il pregio di beltà gli è tolto.