158

By Antonio Tebaldeo

Tu piangi, e quella per cui fai tal pianto

ne ride, e ride il ciel che l'ha racolta

tra l'alme ellecte, libera e disciolta

dal fral, caduco e corruptibil manto.

Lei, tutta intenta al lume divo e santo,

dolce harmonie per ogni parte ascolta;

poi se volge a se stessa e dice: “O stolta,

perché sei in terra dimorata tanto?”.

E quando gli occhi soi qua giù declina,

vedendo la pregion donde è partita,

si duol di tua miseria e trista sorte.

Il viver nostro è un fior còlto de spina;

però piangi la tua, non la sua morte,

ché morte è quella che se chiama vita.