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Quando l'eterno sdegno entro un profondo
D'acque vendicatrici ampio Oceano
Seppellì sotto i flutti il monte e 'l piano,
E naufragò nel gran diluvio il Mondo,
Quel solo avanzo d'incorrotto e mondo,
Quella sol Arca, ove al Motor sovrano
Piacque il seme serbar del germe umano,
Spinta non fu dalle procelle al fondo.
Così dovea nella mortal ruina
Dal naufragio comun restare illesa
Questa a noi di salute Arca divina,
Per che se in Lei Dio mortal carne ha presa,
Chi omai non grida: "Alta del Ciel Reina,
Non fosti, no, dal letal morso offesa"?