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By Torquato Tasso

D'aria un tempo nudrimmi, e cibo e vita

l'aura mi fu che d'un bel volto spira;

or che lei mi contende orgoglio ed ira,

di qual esca sarà l'alma nudrita?

I famelici spirti in vano aita

chiamano, e 'ndarno il cor langue e sospira;

ma, se pur l'empia a darle morte aspira,

muoia non per digiun, ma per ferita,

Armi gli occhi di sdegno e strali avventi

a mille a mille, a' feri colpi ignuda

io porgo l'alma non ch'inerme il seno.

Faccia il mio strazio i suoi desir contenti:

ben fia pietà ch'io la riveggio almeno,

non dico pia, ma disdegnosa e cruda.