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By Antonio Tebaldeo

Lasso, quando serà ch'io satisfaccia

piangendo a quei celesti e sacri lumi

che al mio partir si fêr dui larghi fiumi,

bagnando la vermiglia e bianca faccia?

Non potrò mai, non se Natura faccia

me tutto neve e in acqua io mi consumi!

Non vo' più dir che abia crudel' costumi

madonna, hor che 'l mio mal par che gli spiaccia.

O süave, cortese e pietoso atto!

Piangea, né però il pianto i raggi offese,

come quando gli è pioggia e sole a un tratto;

quel dolce pianto giuso al cor mi scese

e l'acqua (o strano et incredibil fatto!),

che spenger dovea il foco, più l'accese.