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Poiché l'alto decreto in Ciel si scrisse,
Che in Croce un Dio l'alma spirasse un giorno,
Tremò natura, e vòlti gli occhi intorno:
"Chi fia ministro al gran misfatto?", disse.
"Mostro ei sarà, cui mostro par non visse,
Né mai vivrà, finché di luce adorno
Farà dall'Indo al Mauro il Sol ritorno,
E splenderan le stelle in Cielo affisse."
Sdegno ed orror l'oppresse, e non ardia
Misera il volto alzar mesto e turbato,
Temendo in sen nutrir furia sì ria.
Così dubbia giaceasi, e veder nato
Un gran mostro attendea; ma non avria
Creduto mai l'uomo sì fero e ingrato.