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By Torquato Tasso

Carlo, il vostro leon, c'ha nero il vello,

non erra in selva, e 'n arenose sponde

non giace o 'n sue spelunche ime e profonde,

ove cadde il gigante al ciel rubello,

ove d'Alcide il successor novello

tinse di sangue ostil l'arene e l'onde;

né men tra' fiori e l'erbe altrui s'asconde,

pur come soglia empio serpente e fello.

Ma tra purpurei gigli ove già scelse

felice albergo, al ciel s'innalza e scopre,

tal s'erge ancora il generoso core.

E de' suoi propri duci i passi e l'opre

antiche ei segue, al glorioso onore

sempre aspirando ed a l'imprese eccelse.