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By Auteur inconnu

Ohimè che uscìo lo spaventoso arresto

Dall'implacabil Giudice superno!

Già veggio il nero Auriga, ed il funesto

Carro di morte, e spalancarsi Averno.

Già i rei, di tromba al rauco suono e mesto,

Son strascinati al duro incendio eterno:

Giuoco feral di quel reo spirto è questo,

Che fa de' corpi lor crudo governo.

Quindi il collo e le mani e i piedi avvinti,

Piombano in quelle oscure chiostre orrende,

D'alta ignominia e di squallor dipinti.

E 'l carro in giù precipitoso scende,

E gli urta, e porta a gli ultimi recinti,

Dove penosa eternità gli attende.