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Questa amica del Ciel nobil Donzella,
Ch'all'avito splendor s'asconde, e fura,
Anzi a sé stessa, e chiusa in caste mura
Col bel nome di Rosa oggi s'appella,
Non, perché spoglia umil vesta d'Ancella,
Unqua vivrà nel rozzo manto oscura:
Rosa, che spunta in aspra siepe, e dura,
Chi può mai dir ch'ella non sia pur bella?
Ma ben poggiar vedrassi a tanta gloria
Coll'invitta umiltà del cor sincero,
Che soggetto un dì fia d'eterna Istoria.
Ed altri forse in più bel canto altero
Avrà di questi miei versi memoria,
Perché, di lei parlando, io dissi il vero.